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Il 14 gennaio 2020, solennità di San Giovanni Antonio Farina, tre laici della Fraternità Secolare di Noale, hanno emesso le loro promesse definitive. Ecco alcune testimonianze:
“La celebrazione di questa sera mi ha commossa, mi ha riempito il cuore d’amore e al sentire quell’ECCOMI dei nostri fratelli e sorelle ho sentito dentro me qualcosa di indescrivibile, una forza, una voce…è stata come una svolta.
Nell’Eucaristia ho portato i nostri tre fratelli che hanno fatto le promesse definitive e ho ringraziato Dio per avermi messa su questa strada assieme a Luca mio marito. Grazie”.
Sabrina
“Ieri sera, durante la celebrazione Eucaristica, abbiamo vissuto un grande momento di condivisione fraterna, significativo sia per noi della Fraternità che per tutta la Comunità della nostra Parrocchia, grazie alla sinergia di intenti e di azione da parte di tutti, compreso il nostro parroco don Antonio che ha saputo coniugare, con parole semplici, un significato tanto profondo quale la Carità del Cuore di Gesù.
La Carità di Cristo vissuta in pienezza dal nostro Padre Fondatore san G.A. Farina è da vivere come impegno per ciascun cristiano e in modo particolare per coloro che si sono proposti di camminare sulla strada da Lui tracciata emettendo la promessa di viverla in pienezzacon l’aiuto della grazia di Dio.
Un ringraziamento di cuore a tutti e a Francesco che con le sue foto ha fatto sì che la bellezza di questo giorno possa essere ricordato e vissuto da tante altre persone per il futuro che verrà anche dopo di noi.
Maria Antonietta

Domenica 22 novembre 2020 è la solennità di Cristo Re. Alle ore 16,00 nella chiesa dei Sacri Cuori della Casa Madre delle Suore Dorotee di Vicenza, si rinnova una celebrazione ormai tradizionale: il Rito delle Promesse evangeliche per i laici della Fraternità Secolare dell’Italia settentrionale.

Durante la celebrazione eucaristica presieduta da don Enrico Cavallin, sacerdote della nostra Fraternità, 5 fratelli hanno rinnovato le Promesse per un altro anno, mentre altri 6 le hanno emesse in modo definitivo. È stato un momento intenso, pieno di significato e, nonostante le ristrettezze delle misure anti-covid, ci siamo sentiti pieni di gioia vera e in comunione gli uni con gli altri.

Nell’introduzione alla celebrazione, Alessandro F. ha sottolineato il fatto che Gesù cammina con noi, ci incontra uno ad uno e nell’incontro con Lui la Sua umanità diventa la nostra umanità. Nella preghiera, luogo privilegiato di relazione e di comunione, noi apriamo il nostro cuore al Cuore di Gesù che lo infiamma del suo Amore.  Questa esperienza ha sicuramente generato anche nei nostri fratelli un sentimento di fiducia incondizionata a Dio, e li ha spinti a ripetere il loro “eccomi” davanti all’altare, nelle mani della nostra Superiora Generale.

Al centro della liturgia della Parola di oggi c’era la scena del giudizio finale, proposta da Mt 25,31-46. Don Enrico, nella sua omelia, ci ha ricordato che la mèta e il compimento della nostra vita stanno nella piena somiglianza con Gesù, servo obbediente al Padre, che ci ha amato fino alla fine. Così noi, se vogliamo incarnare e vivere pienamente le promesse evangeliche dobbiamo dire ogni giorno il nostro “eccomi”, che significa essere pronti all’ascolto della Sua Parola, aperti ad accogliere il Suo Amore che ci sostiene con la Sua Misericordia e la Sua Grazia. Imparando da Gesù, sempre in ascolto del Padre, anche noi potremo diventare “utili” annunciatori della sua Parola, e vedere Gesù presente nel nostro prossimo.

Il nostro “eccomi” è la risposta che ci rende pronti ad amare il prossimo, e il Signore stesso ci offrirà le occasioni per poterlo fare. Lui stesso ci insegnerà a riconoscere il Suo passaggio nella nostra vita e la Sua presenza nei fratelli più piccoli e poveri; da Lui impareremo a farci servi, ministri e dispensatori della sua stessa carità, ciascuno nel proprio ambito di vita.

Concludendo don Enrico ci ha esortato così: solo se resteremo sempre dietro a Gesù, e cammineremo tenendo sempre davanti a noi Lui solo, potremo essere portatori della Sua carità e mostrare al mondo che siamo veri figli dei Sacri Cuori.

Alla fine della celebrazione Madre Maria Teresa ha offerto ai fratelli un libretto di Piergiorgio Pozzobon dal titolo “Giovanni Antonio Farina: l’intelligenza del bene” (ed. Antilia 2020).

I laici della Fraternità hanno voluto esprimere a questi fratelli la condivisione della festa e della lode a Dio con il dono di un mazzetto di fiori, perché l'”eccomi” da loro pronunciato rende più bella la famiglia di S. Giovanni Antonio Farina, la Chiesa e il mondo.

La Famiglia di San Giovanni Antonio Farina celebra il 25mo della Fraternità Secolare 

Nel pomeriggio di domenica 13 settembre 2020 noi, un gruppo di laici della Famiglia di San Giovanni Antonio Farina, abbiamo festeggiato con particolare solennità i 25 anni dalla nascita della Fraternità Secolare: il “ramo laicale” delle Suore Maestre di S. Dorotea Figlie dei SS. Cuori.

Ci siamo riuniti a Casa Sacro Cuore in Corso Padova, luogo storico dei nostri incontri formativi domenicali, insieme alle nostre sorelle Suore. Erano presenti: la Superiora generale Madre Maria Teresa Peña, e le due superiore generali che l’hanno preceduta, Sr. Biancarosa Zocca e Sr. Emma Dal Maso; la consigliera incaricata per la Fraternità, Sr. Roberta Dalla Stella, e le altre sorelle del Consiglio Generale; don Gianmario Biemmi e don Enrico Cavallin, della nostra Fraternità Sacerdotale; le maestre di formazione: Sr. Michela Sartori, Sr. Paolina Sgarbossa, suor Anna Teresa Ferrari, e molti di noi fratelli e sorelle della Fraternità. Insieme abbiamo rivissuto la storia di tanti SI’ che il Signore ha moltiplicato in ognuno di noi, giorno dopo giorno.

All'inizio un bellissimo video, consultabile ora nel sito della Fraternità Secolare (www.fraternitasdvi.it),  ha suscitato in noi grande commozione perché ci ha fatto  rivivere momenti speciali ed emozionanti, e ci ha fatto rivedere i volti di fratelli e  sorelle lontani: quelli di Rende (CS) e di Terrasanta, e altri che a motivo delle restrizioni anti-Covid, non hanno potuto essere presenti tra noi, ma lo erano con il cuore.

Il video e le successive testimonianze ci hanno permesso di fare memoria della nostra “storia sacra” e di rendere grazie al Signore perché ciò che noi siamo oggi si radica nell’esperienza dei primi laici “amici fraterni e co-fondatori” della Congregazione”, che alle origini hanno lasciato un'impronta nella vita e nel cuore della Famiglia di san Giovanni Antonio Farina. Per chi desidera conoscere e contemplare questa storia può leggere il n. 3/2020 del nostro periodico “Percorsi di Luce”, che in sei bellissime pagine ripropone note di vita e di carità dei nostri amici-precursori, i cooperatori del nostro Padre Fondatore che ci hanno preceduto, segnando la strada. Essi sono stati come le gemme da cui è germogliato il “ramo laicale” che siamo noi oggi, fratelli e sorelle della “Fraternità Secolare delle Figlie dei Sacri Cuori”.

Anch'essi vivevano quel “di più” della vita cristiana, che in forza del Battesimo tutti noi siamo chiamati a scoprire e ad inseguire come méta felice del nostro percorso quotidiano, vivendo in famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella società e dunque nel nostro rapportarci con gli altri.

Il pomeriggio, dedicato alle testimonianze, ha preso avvio dal video-messaggio di Sr. Biancarosa Zocca - Superiora Generale nel 1995. Ella ricordava come in alcuni laici, che frequentavano la Cappella dell’adorazione perpetua, è sbocciato il desiderio di condividere il carisma delle Suore Maestre Figlie dei Sacri Cuori. Dapprima l'intuizione di una suora anziana, accolta dal XVI Capitolo Generale, quindi la domanda inaspettata di alcuni laici-adoratori che cercavano il “di più” di condivisione spirituale e carismatica, supportati da Padre Livio Zancan, loro confessore.

La prima intuizione, il primo germoglio fecondato dallo Spirito Santo pian piano è diventato una piccola e fragile piantina da custodire e far crescere, quando il 23 giugno 1995 i primi laici hanno emesso le promesse evangeliche di castità, povertà e obbedienza, ciascuno secondo il proprio stato di vita, con il desiderio di vivere la misura alta della vita cristiana ordinaria e la condivisione del carisma sulla strada tracciata dal Fondatore e percorsa da S. Bertilla. Così, con l'aiuto delle nostre Suore, che ci hanno sostenuto nel cammino di formazione, si è sviluppata la Fraternità che conosciamo oggi.

Molto suggestiva e coinvolgente la domanda che apriva le testimonianze dei partecipanti: “Cosa ti ha donato il percorso della Fraternità in questi 25 anni? Come l'hai vissuto e lo vivi oggi?”. A partire da questa provocazione, i fratelli - come singoli o in coppia - le suore, don Gianmario Biemmi …, hanno raccontato, ripercorrendo qualche avvenimento della loro storia, il sentire profondo che si è trasformato in realtà.

L'aver accolto l’intuizione profetica, ha aggiunto Sr. Emma Dal Maso, e averla resa realtà, giorno dopo giorno, passo dopo passo, nelle gioie e anche nelle fatiche, nella preghiera condivisa dentro e con la Fraternità, nell'entusiasmo delle famiglie giovani, nei momenti di dolore e di lutto dei fratelli, ha permesso a tutti di comprendere la bellezza della vita vissuta in compagnia di Gesù ogni giorno, e di scegliere dei percorsi formativi di qualità.

Infatti in questi anni le nostre sorelle suore, Maestre di formazione, hanno proposto week-end di esercizi spirituali annuali, corsi Evo, schede formative mensili e ritiri con la collaborazione di relatori e sacerdoti di qualità, coniugando il tutto con quella semplicità e cordialità che da sempre le contraddistingue nell'accoglienza di chi le interpella.

La festa è poi proseguita con la celebrazione eucaristica nella Chiesa di Casa Sacro Cuore. Presieduta da don Enrico Cavallin e don Gianmario Biemmi, nostri fratelli sacerdoti, animata dal coro guida delle novizie, suore e laici abbiamo pregato insieme fino alla conclusione, resa solenne dalla benedizione di Papa Francesco, implorata per l’occasione. Infine la festa gioiosa e conviviale con il taglio della maestosa torta nel giardino della Casa, che fu un tempo di Felice De Maria, amico carissimo e co-fondatore con il nostro Padre Fondatore, san Giovanni Antonio Farina.

Grazie a chi ha preparato questa festa, a chi l’ha animata e condivisa…, ma grazie soprattutto ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria che hanno impresso, come un sigillo, il “segno” della carità nei nostri cuori. E noi, come diceva bene don Enrico nell’omelia, siamo chiamati a rendere “visibile” nelle nostre relazioni, l’amore con cui siamo stati “segnati”.

E ci resta nel cuore questa certezza che si fa augurio per i giorni che verranno: “Dio è amore: osate vivere per amore. Dio è amore, non temete”.

Una coppia della Fraternità: Livio e Giuliana

Omelia don Enrico 25 Fraternità

Pensieri sparsi suor Emma

(Testo pubblicato nella rivista “Percorsi di luce” nella Famiglia di S. Giovanni Antonio Farina, n 1 gennaio 2020, pagg 24-25)

Nel 2020 ricorrono i 30 anni del Movimento Eucaristico e i 25 anni della Fraternità Secolare. Per festeggiare e riflettere sul rapporto con i laici, dal 30 maggio al 2 giugno 2020  si tiene a Vicenza l’assemblea internazionale delle aggregazioni laicali, [è stata sospesa a causa dell’emergenza creatasi per il Covid-19]

Non basta lavorare insieme, nemmeno nella vigna del Signore: la missione ha bisogno di essere sostenuta e animata dal fuoco della carità”. 

Il capitolo generale della Congregazione del 2017 ha introdotto l’espressione "Famiglia di San Giovanni Antonio Farina", per definire l’insieme delle religiose e dei laici che "attratti dal Vangelo, condividono in diversi modi l'ideale del Farina, nella spiritualità e nella missione" (Atti Capitolari, pag 43).

Una coincidenza provvidenziale! Nell'anno 2020 ricorrono due anniversari: il trentesimo del Movimento Eucaristico e il venticinquesimo della Fraternità Secolare delle Figlie dei Sacri Cuori e, per celebrare questi due eventi, nei giorni 30 maggio - 2 giugno 2020 è stata convocata a Vicenza un'assemblea internazionale delle aggregazioni laicali. Un'opportunità preziosa per incontrarci e rendere grazie per la storia che lo Spirito Santo sta costruendo in noi e con noi, animati dalla stessa spiritualità, dallo stesso carisma e da spirito missionario. Un'assemblea composta da rappresentanti delle Suore, dei laici della Fraternità Secolare e della Pastorale Famigliare, del Movimento Eucaristico e degli Amici del Farina, e dei collaboratori che a diverso titolo condividono, nelle varie opere della Congregazione, la loro competenza insieme ai valori carismatici e apostolici.

La sfida della "corresponsabilità", dalla collaborazione alla corresponsabilità

"Corresponsabilità": termine carico di interiorità e di concretezza. In prospettiva cristiana significa "rispondere insieme" del Vangelo che ci è stato trasmesso, in un cammino di comunione e di sinodalità, animato dalla passione per Dio e per l'uomo di oggi.  Il senso della corresponsabilità, riemerso con il Concilio Ecumenico Vaticano II, ha suscitato uno stile esistenziale e pastorale nuovo, verso cui orienta con insistenza il Magistero del Papa e quello dei Vescovi. In questa direzione vanno oggi le esperienze pastorali delle comunità cristiane, sempre più riunite in “unità pastorali”. "La scommessa decisiva è il passaggio dalla collaborazione (…) alla corresponsabilità" (cfr "Laici e ministeri ecclesiali" della diocesi di Vicenza).

Non basta lavorare insieme, nemmeno nella vigna del Signore: la missione ha bisogno di essere  animata e sostenuta dal fuoco della carità. La corresponsabilità non nasce dalla carenza di vocazioni, ma da una chiamata interiore che incide sul modo di “esserci” e di mettersi a servizio di un progetto evangelico.

Tre "C": condivisione, comunione, corresponsabilità

Nella "Famiglia di San Giovanni Antonio Farina" il soffio dello Spirito Santo negli ultimi decenni ha generato una nuova sensibilità di Condivisione, di Comunione, di Corresponsabilità. Innanzitutto la "condivisione" del carisma, della spiritualità e della missione, che spinge sempre più religiose e laici a essere "insieme nella missione". Tuttavia non è facile passare dalla collaborazione alla corresponsabilità. Deve maturare gradualmente la consapevolezza che il carisma trasmesso dal Fondatore non è proprietà privata ed esclusiva delle Suore. Il carisma ricevuto è un dono che può coinvolgere altri giovani, altri laici uomini e donne: anch'essi attirati dal Cuore di Gesù e mandati nel mondo ad accendere il fuoco della carità. Ciascuno lo esprimerà nel proprio stato di vita, nel contesto famigliare, lavorativo, culturale, politico, ecclesiale che gli è proprio. Il carisma sarà l’anima delle attività apostoliche condivise tra Suore e laici: luogo privilegiato in cui l'esperienza dei religiosi arricchirà quella dei laici e viceversa (cfr Vita Consecrata, 55). Così il carisma della Famiglia di san G. A. Farina si approfondirà in modo dinamico e creativo, incarnandosi e inculturandosi, grazie anche alla presenza dei laici, nel mondo e nella storia.

Nella Chiesa-comunione tutti siamo "corresponsabili" dell'evangelizzazione con il carisma che ci è stato donato, infatti "ogni battezzato è una missione", indipendentemente dal proprio stato di vita o dalla responsabilità che gli è stata affidata (cfr "Battezzati e inviati" di Papa Francesco).

Rileggendo la storia della “Famiglia di San Giovanni Antonio Farina” è sorprendente quanto emerge dalle "Memorie storiche" delle origini dell'Istituto: la comunione-condivisione-corresponsabilità il Farina l'ha sperimentata prima con i laici collaboratori e poi con le sue Suore. Chi sente raccontare questa storia rimane sempre stupito per l'azione profetica dello Spirito Santo!

 “Entrare" insieme, per essere insieme "in uscita"

Ci auguriamo che questo cammino porti frutti abbondanti per tutti. In particolare l'assemblea straordinaria delle aggregazioni laicali sia vissuta come esperienza di Chiesa, di "Famiglia di S. Giovanni Antonio Farina" sempre più consapevole di essere depositaria di un carisma per la missione. Lo Spirito ci sospinga verso le periferie dell'uomo di oggi, ma prima chiami ciascuno ad "entrare, immergersi, nascondersi nel Cuore di Gesù", perché sia possibile "uscire insieme" a dispensare la misericordia, rivestiti di compassione e di tenerezza (cfr. San. G. A. Farina).

 Suor Paolina Sgarbossa

ESERCIZI SPIRITUALI 2020 - primo week-end

Vicenza – Casa San Giuseppe, 7-10 febbraio 2020

"VITE NUTRITE DALLA BELLEZZA": questo il leitmotiv con cui don Gianmario Biemmi ha tracciato il cammino delle meditazioni che hanno scandito il tempo dell'incontro con Dio nella sosta orante dei nostri Esercizi spirituali.  La provocazione: fare l'esperienza suggerita da S. Gregorio Magno che esorta: "Impara a conoscere il cuore di Dio nelle Parole di Dio".

Qualche annotazione per fare memoria:

  • La guarigione dei dieci lebbrosi, quasi una restituzione alla vita. Solo uno, a differenza degli altri nove, appena vide di essere stato sanato dal suo male, pieno di stupore "tornò indietro glorificando Dio a gran voce e si gettò bocconi per terra ai piedi di Gesù per ringraziarlo" (cfr Lc 17,11-19). Gesù l'aveva guarito anche dall'indifferenza del cuore! E lui aveva scoperto la gratuità del dono e la bellezza della riconoscenza.
  • La donna Cananea sfida tutto e tutti per avvicinarsi a Gesù e "prostrandosi davanti a Lui" con una invocazione coraggiosa, insistente e colma di speranza, chiede la guarigione della figlia. Gesù ha pietà di lei e le concede molto di più delle "briciole" che cadono dalla mensa! E loda la fede di questa donna che rende bella lei e la figlia per cui ha supplicato: "O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come tu vuoi!" (Mc 7,24-30; Mt 15,21-28).
  • Zaccheo il pubblicano "piccolo di statura… arrampicato sopra un sicomoro…" si scopre cercato e si incontra con la "bellezza" dallo sguardo di Gesù che penetra nel suo cuore, entra e si ferma a casa sua. Così la sua vita, trasfigurata, è totalmente cambiata: "Oggi la salvezza è entrata in questa casa!" dirà Gesù, e con la salvezza la gioia, la condivisione, la festa (cfr Lc 19, 1-10).

La "bellezza" dell'incontro con Cristo ha guarito anche noi: ci ha attirato a sé nella contemplazione dell'adorazione, guidata dal magistero di Papa Francesco, che tra le varie suggestioni afferma: "Adorare è un gesto d'amore che cambia la vita … e aiuta a scoprire il senso del cammino" (cfr Omelia 6 gennaio 2020).  E nell'Eucaristia domenicale Gesù ci ha ricordato la responsabilità della missione: "Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo" (Mt 5,13-16).

Grazie a don Gianmario, a Madre Maria Teresa e a suor Roberta, che nella giornata di domenica hanno condiviso con noi la S. Messa, il pranzo, il mini-pellegrinaggio al Santuario di Monte Berico e nel pomeriggio l'incontro formativo mensile, che abbiamo vissuto insieme con i fratelli e le sorelle che fanno riferimento a Vicenza. Il tema di questa tappa: "La condivisione del carisma per vocazione. Il carisma, dono dello Spirito con destinazione ecclesiale", riflessione supportata da "immagini" antiche e nuove.

Grazie a Suor Michela e a Suor Paolina che hanno animato anche questo appuntamento con il desiderio di aiutarci a sperimentare come il dono carismatico "nutre di bellezza" il quotidiano.

50  Anni di missione in Brasile

 Sr Luisella Gosmin, superiora provinciale, ha condiviso così, a nome di tutte le sorelle del Brasile, quella giornata:

“Il 4  febbraio 2017 é una data speciale per la nostra Famiglia religiosa: cinquant´anni di presenza religiosa in Brasile. Una solenne celebrazione eucaristica nel Santuario di São Raimundo Nonato in  Vargem Grande, ha dato inizio a questo anno giubilare.

La professione perpetua di sr Sabrina Mattolin,  le promesse evangeliche definitive nella Fraternitá Secolare  da parte dei suoi genitori, Francesco e Franca,  il decennio di professione religiosa di cinque sorelle, sono state il cuore della festa.

Un evento  grande,  che ha coinvolto l´intera città nell´ospitalità presso le famiglie  di circa duecento pellegrini,  provenienti  dallo Stato del Pará e dal Mina Gerais, venuti per la festa.

In quel lontano 2 di febbraio 1967, il Vescovo di Coroatá, don Motta,  il Parroco di Vargem Grande, Padre Carvalho e tanto popolo di Dio hanno accolto 4 suore Dorotee (sr Lucia Puschiavo, sr Alfonsina Piacente, sr Amabilis Loro e sr Donata Azzini): piccola semente che Dio hà seminato in questa terra generosa, dalla quale sono sorte generose vocazioni impegnate attraverso l´educazione e l assistenza, nella diffusione del Regno di Dio.

Dopo cinquant´anni ci siamo trovate non con un piccolo seme,  ma con un germoglio: il segno di una famiglia che si é consacrata al Signore, impegnandosi per la costruzione di un mondo nuovo, edificato sulla Carità.

Parafrasando le parole del Fondatore in una sua omelia, ci sembrava di risentire la promessa del Signore:  e tu Betlemme, (e tu Vargem Grande), non sei la più piccola tra le città di Giuda (del Brasile), perché Dio ti ha scelto per una grande missione. Egli  ha posto in te un segno, una piccola luce per un nuovo cammino.

Possa,  “la famiglia” ricevere dalla comunità religiosa e dall´intera Provincia, quell´acqua che è necessaria perché questo germoglio diventi  un  albero grande:  tante famiglie che si impegnano nella costruzione di una umanità nuova.   Di questo è segno anche il piccolo pozzo, unico ricordo della casa delle suore di cinquant´anni fa.

Con Maria, rendiamo grazie a Dio per le grandi cose compiute in questi  50 anni trascorsi dalle figlie del Santo G. A. Farina, seminando amore e servendo la vita.

Una sosta per contemplare il mistero della Misericordia

Anche quest’anno nei mesi di gennaio e febbraio 2016, la Fraternità Secolare ha vissuto l’esperienza degli esercizi spirituali. Il tema, scelto in sintonia con l’anno giubilare, è stato quello della Misericordia.

Così nel primo e secondo corso, don Gianmario Biemmi ha proposto la “Misericordia, come storia d’amore di Dio e dell’uomo”; mentre il terzo corso, guidato da don Enrico Cavallin, aperto anche i laici del Movimento Eucaristico e amici, ha avuto come tema: “La misericordia di Dio è da sempre e per sempre”.logo Giubileo misericordia

Il logo del giubileo della misericordia ha introdotto e accompagnato la contemplazione dell’amore di Dio verso l’uomo che si esprime nella tenerezza del Buon Pastore, il Cristo Risorto che ci carica sulle sue spalle. “Il Buon Pastore ci ha cercati e noi ci siamo fatti trovare, ci ha caricati sulle sue spalle facendosi compagno di viaggio” – dicono Nicola e Paola

L’originalità del logo sta nel fatto che gli occhi di Gesù si confondono con quelli dell’uomo. Della spiegazione fatta dallo stesso autore, Padre M.J.Rupnik, Davide sottolinea: mi è rimasta impressa la frase “ciò che vede l’uomo, vede anche Dio, e l’uomo comincia a vedere al modo di Dio…”.  E’ come dire che Dio vede attraverso l’occhio dell’uomo e l’uomo vede attraverso l’occhio di Dio.

Gli esercizi spirituali, nel contesto formativo annuale, costituisco per noi laici della Fraternità Secolare una tappa privilegiata per rigenerare lo spirito e ravvivare motivazioni forti di vita cristiana. La proposta di Papa Francesco a praticare le opere di misericordia corporale e spirituale, ci ha invitato a rileggere la nostra esperienza di carità alla luce del Vangelo e nello stile di san Giovanni Antonio Farina e di Santa Bertilla. Le opere di misericordia per noi figli dei Sacri Cuori diventano via di carità.

Non è facile – dice Riccardo - individuare quali opere di misericordia pratichiamo con più difficoltà e quali invece  riusciamo a compiere nelle nostre famiglie, nel contesto lavorativo, con gli amici e conoscenti, con i vicini di casa … , insomma con gli altri uomini, che sono “figli di Dio” … .  Così, infatti, dovremmo vedere l’altro, se lo guardiamo con gli occhi e con il cuore di Dio: un “figlio di Dio”, un “fratello” in cui è nascosto, ma presente, Gesù stesso.

Nicola e Paola portano nel cuore l’invito di san Giovanni Antonio Farina, che esorta ad entrare nel Cuore di Cristo, vera porta santa, per immergerci nella Misericordia e poi uscire a dispensarla ai fratelli, soprattutto ai più poveri.

Davide comunica ai fratelli: “il 16 febbraio io e Nadia abbiamo tagliato il traguardo dei primi 25 anni di matrimonio, e abbiamo voluto festeggiare questo anniversario facendo gli esercizi spirituali assieme, con i fratelli e le sorelle della Fraternità Secolare. Quale modo migliore per festeggiare e sentirci ancora più vicini! Anzi sentirci in tre, sentire la presenza di Gesù in mezzo a noi”.

L’esempio e la testimonianza di san Giovanni Antonio Farina, dice Giovanna, mi fa scavare nel cuore, nella mente e nella vita e accende in me il desiderio di avvicinarmi sempre di più a Dio e alla sua misericordia.

Daniela, facendo propria la preghiera di S. Faustina Kowaska dice a se stessa: “ora è tempo di mettere i miei occhi, il mio udito, la mia lingua, le mie mani, i miei piedi, il mio cuore  nel Cuore di Gesù, per immergermi nella sua misericordia e, pur con tutte le mie fragilità, portarla agli altri”.

Misericordes sicut Pater”… abbiamo cantato più volte, quasi per lasciar scendere nel cuore l’invito accorato di Gesù che interpella la nostra vita e ci fa sperimentare la beatitudine: “Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia”.

Fraternità Secolare delle Figlie dei Sacri Cuori - Vicenza

20 anni di Fraternità Secolare

1995-2015

Domenica 25 Ottobre, in un clima festoso, è stato celebrato il 20° Anniversario della nascita della nostra Fraternità Secolare.

Una giornata di festa, di ringraziamento, di ricordi e di gioia di stare insieme.La Celebrazione Eucaristica nella Chiesa dei Sacri Cuori, nella Casa Madre è stata presieduta da Don GianMario Biemme, membro della Fraternità.MESSA 3

Ecco le parole con cui è iniziata la solenne celebrazione, che ci permettono di conoscere meglio anche la storia di questo germoglio fiorito nella nostra Famiglia religiosa e che ora è un bell'albero fiorente per la vita della Chiesa intera.

"Se ripercorriamo, alla luce della fede, la storia di questi anni, proviamo un senso di stupore per le “grandi cose” che il Signore ha fatto per noi.

Un pensiero grato va a padre Livio Zancan che, esercitando il suo ministero sacerdotale nella cappella dell’adorazione perpetua, ha raccolto il desiderio di alcuni laici che chiedevano di condividere il carisma delle Suore Maestre di S. Dorotea Figlie dei Sacri Cuori. Egli ha presentato questo desiderio alla Superiora Generale di allora, Suor Biancarosa Zocca e al suo Consiglio. Dopo opportuno discernimento, la Congregazione ha accolto questo “segno dello Spirito”, che concretizzava per noi le nuove intuizioni ecclesiali.PRANZO 4

Era il 23 giugno del 1995 quando il primo gruppo di laici, con l’emissione delle promesse evangeliche, diede inizio alla Fraternità Secolare delle Figlie dei Sacri Cuori. Così lo Spirito Santo ha fatto rifiorire l’antico ceppo dei laici collaboratori di san Giovanni Antonio Farina con i quali condivideva il cammino spirituale e caritativo, prima ancora di fondare la sua Famiglia Religiosa.

Oggi possiamo contemplare questa storia come una storia sacra nella Congregazione e nella Chiesa, per il mondo.

La Fraternità Secolare è la risposta alla chiamata dello Spirito che ha raggiunto persone singole o coppie di sposi, appartenenti a realtà sociali e geografiche diverse: in Italia: a Vicenza, Noale, Rende…; in Terra Santa: in Giordania, Palestina e Siria. E lo Spirito Santo continua a chiamare altre persone per una nuova evangelizzazione, in risposta ai segni dei tempi ed ai bisogni dell’uomo di oggi, assetato del Suo amore che si rende leggibile nei gesti della carità.

Sentiamo spiritualmente presenti a questa celebrazione i fratelli di Rende, di Terra Santa e della tormentata Siria.

Il nostro ricordo riconoscente e orante va ai membri della Fraternità in cielo: padre Livio, Maria Grazia, Simonetta, Marwan, Maria Rosaria e Palma.

Un grazie particolarissimo a don Gianmario Biemmi che presiede questa celebrazione eucaristica. Egli, con don Enrico Cavallin, è membro della nostra Fraternità Sacerdotale.

Esprimiamo la nostra riconoscenza affettuosa a Madre Biancarosa Zocca che ha accompagnato i primi passi di questa storia e a Madre Emma Dal Maso che ci sostiene con attenzione amorevole. Ricordiamo in particolare le sorelle Suore che hanno orientato gli inizi del nostro cammino e quelle che attualmente condividono con noi l’itinerario formativo-carismatico".

La giornata è continuata con un bel pranzo tutti assieme e un pomeriggio gioioso tra canti, danze, giochi, che hanno rafforzato il clima festoso con quella gioia che è dono dello Spirito, lo stesso Spirito che guida e accompagna questi nostri fratelli e sorelle sulle vie della quotidianità nel loro essere Figli dei Sacri Cuori!FESTA 5

Il Signore continui a benedire questa Sua opera e tanti altri laici, chiamati dallo Spirito, trovino nella nostra Famiglia religiosa spazio di crescita e di condivisione per una vita cristiana piena!

 

LIBRETTO CELEBRAZIONE 25 OTTOBRE 2015

 

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