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Ricordo di Giuseppina

FERRONATO GIUSEPPINA  sposata con CAPPAI SALVATORE
Giuseppina è mancata il 17 maggio 2018

(dal fascicolo delle testimonianze 2011)

Non posso parlare della Fraternità Secolare senza percorrere a ritroso la strada da cui io e Giuseppina siamo partiti. Un giorno (dicembre 1999), mentre la persona che amo giaceva in coma all’ospedale di Conselve (PD) e stava lottando tra la vita e la morte per un banale incidente domestico subìto nel luglio dello stesso anno, mi trovavo nella chiesetta del locale patronato. Mi trovai a pregare per un paio d’ore davanti ad una croce in legno nuda, senza Gesù e dissi così: “Ti offro, Signore, la mia sofferenza, trasformala tu in preghiera. Se tu vuoi puoi guarire la persona che mi hai dato in dono. Io posso solo amarla, e l’amerò nell’unico modo possibile: mettendomi al suo servizio. Con questo atteggiamento vorrei dimostrarle quanto “TU LA AMI”. Dopo 187 giorni di coma iniziava lentamente a rivivere.

Dopo qualche anno la sorella di Giuseppina, Sr. Teresina, mi invitava a frequentare Casa Sacro Cuore a Vicenza e lei per prima mi parlò della Fraternità Secolare. In me stava facendosi strada un forte desiderio di iniziare un percorso di approfondimento spirituale con la preghiera e lo studio della Parola di Dio. Dopo un anno di frequentazione dove verificammo una certa difficoltà di Giuseppina a inserirsi nel gruppo a causa delle sue condizioni di salute, ci veniva proposto il cammino EVO che ci avrebbe aiutato a scoprire la meravigliosa storia della salvezza che il Signore stava progettando per noi e con noi. Prima di iniziare il cammino EVO mi trovavo con il cuore colmo di angoscia e prevalevano i dubbi più atroci. Con Giuseppina, la persona che il Signore mi ha posto accanto, presi coscienza che Lui desiderava attirarci al Suo Cuore nonostante i nostri limiti e le nostre umane fragilità. Il nostro impegno fu quello di ritagliarci uno spazio per metterci in contatto con Gesù non tanto per parlargli e raccontargli i nostri limiti, quanto per ascoltare ciò che voleva dirci attraverso le persone che ci faceva incontrare.

Abbiamo sempre posto la nostra fiducia nel Cuore di Gesù e in Lui abbiamo trovato accoglienza ed amore. Più la vita ci faceva scoprire i nostri limiti e le nostre fragilità, più forte sentivamo il suo aiuto. Leggendo la sua Parola e riformulando il nostro “credo”, come suggerito nel cammino EVO, abbiamo compreso quanto grande fosse l’amore di Dio per noi. Prendere coscienza di essere amati da Dio, significava che ogni persona con cui ci saremmo trovati in relazione sarebbe stata degna di essere amata da noi. Entrando nella Fraternità ci siamo riconosciuti come figli amati dal Padre, abbiamo scoperto intorno a noi un gruppo di fratelli che attingevano dal Cuore di Gesù l’amore per vivere la carità.

Ci siamo sentiti circondati da persone che per noi erano un dono prezioso, ci siamo sentiti parte della Fraternità Secolare ancor prima di esserlo realmente con l’emissione delle prime promesse evangeliche. Da allora ringraziamo il Signore per tutti i doni che ci ha fatto. Ogni istante della nostra vita lo sentiamo presente insieme a sua Madre Maria. Anche se le vicende umane della nostra vita ci dovessero riservare momenti bui, la sua presenza materna ci sarà di conforto e di sicurezza.

Ringraziamo il Cuore di Gesù per il dono dell’appartenenza alla Fraternità Secolare, dove ci sentiamo davvero inseriti in una comunità di fratelli. All’interno della Fraternità desideriamo continuare il nostro cammino e diventare, con l’aiuto del Signore Gesù, strumento del suo Amore, rimanendo fedeli alle promesse di castità, povertà e obbedienza.

Rileggendo la vita del beato G.A.Farina e di S. Bertilla, sentiamo di avere due autorevoli guide. In entrambi notiamo prevalente la carità vissuta con abnegazione totale, in modo eroico. Il beato G.A.Farina è definito “l’uomo della carità”, S. Bertilla è la “donna della carità”. Per loro esisteva soltanto Gesù e lo vedevano nei fratelli più poveri, emarginati e sofferenti.

Desideriamo che sia così anche per noi e il nostro cammino, percorso nella semplicità e nell’umiltà della vita quotidiana, come Figli dei Sacri Cuori, possa lasciare tracce di luce e di carità per costruire la civiltà dell’amore.

Testimonianza della Fraternità al funerale
(Cittadella 19 maggio 2018)

Giuseppina, donna coraggiosa e semplice,
sempre alla ricerca di qualcosa di più nella vita…
La malattia di questi ultimi mesi ci hai sorpresi e lasciati quasi increduli.

Noi, laici della Fraternità Secolare delle Suore Dorotee Figlie dei Sacri Cuori
ti abbiamo conosciuta dopo la dura prova dell’incidente
che ha segnato la tua vita e quella di tuo marito Salvatore.

Per voi due questa esperienza era stata, e continuava ad essere, un’esperienza d’amore che partiva dal cuore di Dio e operava in voi in modo misterioso e meraviglioso.

Spesso ne parlavate con noi per condividere questa storia:
e noi dalla vostra narrazione abbiamo intuito la grandezza
e la bellezza del vostro amore vicendevole,
assolutamente gratuito e spesso eroico.

Giuseppina e Salvatore, avete desiderato tanto
appartenere alla Fraternità Secolare delle Figlie dei Sacri Cuori,
per condividere con altri fratelli laici e le Suore un cammino di fede
illuminato dal carisma di S. Giovanni Antonio Farina.

Avete vissuto tutte le esperienze proposte nell’itinerario formativo della Fraternità.
Non mancavate mai, superando tutte le difficoltà
perché più forte era il vostro desiderio di esserci e condividere la gioia.

Vogliamo ora ringraziare il Signore per il dono che siete stati per noi.
A Giuseppina diciamo “arrivederci nel Cuore di Gesù”
e a Salvatore: coraggio! …   continuiamo il cammino nella speranza,
sicuri della compagnia dei nostri cari che sono già arrivati “a casa”
ma che – nello stesso tempo - restano con noi nella “comunione dei santi”
e nella certezza che - in Dio - l’amore non ha fine.

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